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Visualizzazione dei post con l'etichetta albi illustrati

Kitsch, intervista a Daniela Iride Murgia

Tra le prime domande che ho fatto a Daniela Iride Murgia, autrice e stranamente non anche illustratrice per questo particolare albo illustrato dalla copertina fucsia, vi è stata quella relativa a Gillo Dorfles, che ha concettualizzato a livello sociologico il kitsch appunto. Inizio quindi da qui a riportarvi le mie domande all'autrica che sono anche mie riflessioni. Consiglio questo albo a tutti perchè  di una profondità disarmante, "quella di chi ha molto vissuto e si concede la leggerezza assennata." Intervista a Daniela Iride Murgia Poiché nel libro si parla di un anziano signore con gli occhiali e la dedica e’ riservata a tutti i bambini che si chiamano Gillo, ma non solo, vorrei chiederti se si tratta proprio di Gillo Dorfles. No, non si tratta di Gillo Dorfles, ma l'osservazione solerte che c'è dietro la domanda mi solletica. Sotto traccia il mio pensiero è corso sicuramente più volte allo storico dell'arte. Comunque quell’uomo anziano, rappresen

L'enciclopedia degli amici immaginari, intervista a Bimba Landmann

Con i bambini ho letto ripetute volte l'albo illustrato L'enciclopedia degli amici immaginari di Bimba Landmann pubblicato da Camelozampa. E' un albo davvero particolare e io mi sono interessata e devo dire che mi ha proprio chiamata come spesso succede con i libri, proprio perchè Bianca - la mia figlia più piccola di tre anni - ha più amici immaginari e spesso le conversazioni con sua sorella Dafne e suo fratello Leone vertono intorno a questo tema. Allora ci ritroviamo a tavola e  mi accorgo che stiamo tutti parlando dei nostri amici immaginari.  L'idea geniale di Bimba Landmann è stata non solo quella di scriverci un libro, ma di renderli proprio simbolo del processo creativo non solo dei bambini, ma in generale dell'arte. Quindi oltre al libro, potrete visitare grazie a lei anche un Museo degli amici immaginari, ma leggete l'intervista per scoprirne di più.  1.  Come è nata l’idea di un’enciclopedia  degli amici immaginari? Avevo avuto l'embrione di q

L'incredibile diario segreto di Mozart, intervista a Maria Gianola

Wolfgang Amadeus Mozart è nato nel 1756 in Austria, a Salisburgo. Considerato il   bambino prodigio per eccellenza, già all’età di quattro anni suonava il pianoforte e componeva dei minuetti. Insieme alla sorella Maria Anna, detta Nannerl, si esibì ancora molto giovane alla presenza dell’Imperatrice  Maria Teresa  d’Austria . Sotto la guida del padre prese a viaggiare per l'Europa con lo scopo di far conoscere la sua musica.  Ma come ha vissuto il bambino Mozart il suo essere genio? L’artista e autrice Maria Gianola ha immaginato un diario segreto  in cui, oltre  a riportare i momenti salienti della vita di Mozart come in una vera e propria biografia illustrata, sembra voler dar  sfogo ai suoi sentimenti in relazione alla notorietà e non solo.  Ce ne parla in questa intervista che ho avuto il piacere di farle. 1. Potresti presentati e raccontarci qualcosa di te come artista? Disegno e scrivo storie da più di 25 anni, con ogni tecnica e linguaggio. Da sempre dedico il lavoro ai

Tre albi illustrati per la "Giornata mondiale della gentilezza"

  Lo sapevate che la “Giornata mondiale della Gentilezza” è nata in Giappone?   Nello specifico, questa giornata nasce a Tokio nel 1988 con il World Kindness Movement, e presto si è diffusa in tutto il mondo. Sembra semplice, perché la gentilezza è la semplicità di un gesto fatto con dolcezza e rispetto, di un sorriso, di una carezza. Ma poi nei fatti non è affatto così semplice essere gentili.  Nella quotidianità, purtroppo, lo stress e la tecnologia non fanno che alimentare relazioni basate sulla poca attenzione e l’aggressività, anche e forse soprattutto da parte degli adulti nei confronti delle bambini e bambine che a loro volta le perpetuano a scapito degli altri bambini. La gentilezza è un esercizio di attenzione che ci rende migliori e quindi dovrebbe essere celebrata tutti i giorni, magari e perché no anche attraverso dei meravigliosi albi illustrati da leggere insieme. Ecco quelli che vi propongo oggi, a partire da destra potete vedere: Il piccolo libro della gentile

La natura è tra le pagine di un libro: casa editrice Edizioni Minerva

Oggi voglio presentarvi Edizioni Minerva, una casa editrice che ha saputo cogliere l’essenza del nostro animo proponendoci questi bellissimi libri. Per me LA LEVATRICE di Giovanna Tanelli Bulbarelli, una raccolta di racconti che sono testimonianze reali di vita vissuta da doule e levatrici nella prima metà del secolo scorso. Un mestiere antico, anzi primordiale strettamente legato al lato più tellurico del femminile, tanto che spesso le levatrici venivano scambiate per streghe, oppure le streghe per levatrici - che è poi la stessa cosa. Anche se non mancano controsensi, ad esempio nell’affermazione che si diventa donna, una donna vera quando si diventa madri. Oppure il rifiuto di far abortire una donna che ha subito violenza. D’altronde i tempi erano quelli e la lotta femminista stava appena cominciando. Per Dafne, che ama gli animali e da grande vorrebbe fare la veterinaria, due preziosi quaderni cartonati che contengono ognuno un racconto diverso che narra storie di animali e del

"Troppe cose" di Emily Gravett: nessun nido è "troppo" accogliente

E’ in arrivo un cucciolo, bisogna preparare il nido! Mamma e papà sono in fibrillazione e vogliono rendere il loro più accogliente che mai. Certo e’, però, che se sei una gazza ladra, la situazione può sfuggirti di mano... e forse il nido diventa un po’ “troppo” accogliente. E’ anche vero che un nido non è mai troppo accogliente, perché l’affetto, quello che veramente sa accogliere, non si misura attraverso la quantità delle cose che si predispongono, bensì dalla qualità.  O ancora meglio, il prendersi cura di qualcuno non passa mai dall’accumulo di cose e non si risolve con gli oggetti ma con i sentimenti.  E i sentimenti, quelli postivi come l’amore e la fiducia, non sono mai troppi! Troppe cose parla anche di riciclo, e del rispetto per la natura, perché in questo caso le gazze ladre raccolgono materiali già usati, dando loro nuova vita e nuove funzioni, ma anche qui non bisogna esagerare! A volte la soluzione non è solo riciclare, ma anche, già in partenza accontentarsi di

"Il giardino dimenticato", quando spuntano le "ali". Intervista all'autrice

Il giardino dimenticato   è un testo poetico in tutto e per tutto già solo dalla scelta della carta che sembra essere antica, ruvida al tatto, quasi ingiallita. Con scritte eleganti e magnifiche illustrazioni per sognare la natura in tutto il suo magnifico splendore. Topoi e simboli archetipici ci accompagnano pagina dopo pagina alla scoperta di un giardino ai confini con la città, in qualche modo facilmente raggiungibile, ma al contempo precluso a chi l’ha dimenticato. Ricordandoci almeno nei sogni che cultura e natura non possono e non devono essere separati. Non c’è cultura senza natura, non c’è progresso senza radici. Intervista all'autrice Carlotta de Melas: 1. Alcuni personaggi della storia come la bambina abbandonata, il cane e il giardiniere hanno a mio avviso un profondo significato simbolico, puoi dirci qualcosa di più a riguardo ?⁣ Raccontano di noi stessi e delle nostre emozioni, soprattutto della paura, ma al contempo parlano del bisogno di cura e di essere amati. Il G

BIOGRAFIE ILLUSTRATE: David Bowie, contro gli stereotipi di genere nell'apprendimento

Nelle ricerche svolte in Italia a partire dal lavoro di Irene Biemmi sulla presenza di stereotipi di genere nei libri di testo scolastici destinati alla scuola primaria è evidente come, nonostante lo svilupparsi di una consapevolezza circa l’importanza dell’editoria scolastica nel lavoro di prevenzione delle disuguaglianze e della violenza di genere, sia ancora molto lunga la strada da percorrere.  Già dal 2000 l’Italia ha aderito al codice europeo POLITE  (Pari Opportunità nei Libri di TEsto), ad oggi l’esperienza di ricerca e di intervento per la parità di genere nel sistema formativo più capillare realizzata nel nostro paese, tuttavia nei libri di testo lo spazio concesso ai due generi e il modo in cui vengono rappresentati è evidentemente sbilanciato. Mentre il genere maschile è molto più presente tanto nella parte scritta quanto nelle immagini che la accompagnano nel ruolo di protagonista, il genere femminile è spesso secondario.  Inoltre, in tali testi, il genere maschile è più