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Visualizzazione dei post con l'etichetta femminismo

Nonostante de Beauvoir

Che la donna non sia la Grande Madre da venerare, ne’ un non-essere o essere inferiore rispetto all’uomo lo aveva scritto già Simone de Beauvoir nel Secondo sesso , 1949. Anzi, ha aggiunto con veemenza che la donna è un essere sessuato, criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l’alienazione sessuale, economica e politica. “Essere donna non è un dato naturale, ma il risultato di una storia. Non c'è un destino biologico e psicologico che definisce la donna in quanto tale. Tale destino è la conseguenza della storia della civiltà, e per ogni donna la storia della sua vita.” Con  Il secondo sesso , la vulva fa dunque il suo primo ingresso in filosofia.  Stiamo continuando a ribadire questo concetto, in altre parole l'importanza della sessualità femminile, o c’è qualcosa di nuovo in opere come Pussypedia e Contropelo? Che adesso si possa dire esplicitamente f*ga (eng. pussy) senza essere bannati dal Vaticano, come appunto suc

Da “la donna da mangiare” a la donna che mangia: tre libri sul corpo delle donne

“Bellezza e bruttezza sono un miraggio perché gli altri finiscono per vedere la nostra interiorità.” F. Kahlo  Mi ci è voluto un po’ di tempo per preparare questa recensione, perché il libro di Giulia Blasi l’ho trovato tanto divulgativo. Ma c’è comunque una parte di me che si è divertita parecchio a leggere Brutta e che ha visto in questo libro un’utile risposta a molti pregiudizi ancora esistenti sul femminismo. Ebbene, secondo me, l’autrice chiarisce con leggerezza e ironia almeno 3 punti chiave: 1. Nessuna, nessuna, nessuna era femminista perché era brutta e i maschi la schifavano. 2. Il Cazzo Magico non è la bacchetta di Harry Potter. 3. Sei bella se ti senti bella, o meglio tenete a mente l’antica leggenda della Complessata. Il tema  è quello di noi donne che cerchiamo di prenderci il nostro spazio. Proprio in senso fisico e a prescindere dal nostro aspetto fisico. Un altro libro che ho letto quest’estate sul tema è lI corpo elettrico di Jennifer Guerra.  La neces

Intervista a Desy Icardi, in attesa di "La biblioteca dei sussurri"

Appena arrivata al Salone del libro di Torino, ho avuto il piacere di conoscere la scrittrice, formatrice aziendale, attrice e copywriter, Desy Icardi. Abbiamo chiacchierato un po' e devo dire che è stata molto disponibile e accogliente verso tutte le mie domande, che vi riporto qui di seguito, cercando di restare il più possibile fedele alle parole dell’autrice: 1. Per Fazi editore hai già scritto due romanzi e sta per uscirne un terzo, cosa hanno in comune? Puoi dirci qualcosa di più su queste pubblicazioni che già solo dalla copertina  e dal titolo hanno un evidente filo conduttore legato all’amore per i libri? Questi primi tre libri fanno parte di una pentalogia, cinque libri in cui i sensi hanno un ruolo fondamentale. Si tratta di storie di realismo magico legate alla sensorialità. Nelle crepe, nelle pieghe della realtà entra la magia. Magia che può essere legata ad un “dono” che, nel caso del primo libro L’annusatrice di libri , si declina nella capacità della protagoni

Fiori di Kabul, quando un fiore cresce nella polvere

  “Sei un fiore prezioso, e i fiori preziosi non possono crescere nella polvere.” La mamma lo ripete spesso a Maryam nella polverosa Kabul, mentre tutti gli altri cercano in ogni modo di non farla sbocciare. Tutti gli altri a cominciare da suo padre, che le impedisce di imparare ad andare in bicicletta, perché “è una cosa che offende l’Islam”, se ci vanno le femmine. Ma non proprio tutti, perché c’è suo fratello che è un uomo buono, come anche il suo allenatore, e la sua migliore amica, Samira. Lei è hazara e Maryam pashtun: sono entrambe due fiori bellissimi.  “Non sapevo se fossi davvero preziosa, ma mi piaceva l’idea di essere un fiore.  Magari in un’altra vita lo ero stata veramente, un fiore che cresceva là sulla montagne, era possibile, e forse era per questo che ogni giorno desideravo essere lassù.” Montagna, senso di libertà, il vento tra i capelli e Maryam che pedala verso il suo destino con il cuore che le batte all’impazzata. Oggi, per noi in Italia, o comunque in Occid

Ladra di parole

Il tramonto è come un rosa “gialla, rossa e viola con le foglie lucide.”   Per Adunni la sua mamma è una rosa coi colori del tramonto. “E, se faccio un respiro col naso, sento anche il suo profumo. Quel profumo dolce del cespuglio con le rose che cresce attorno all’albero di menta, del sapone al cocco dei suoi capelli dopo che se li lavava alle cascate di Agan.” In Nigeria, secondo Il libro dei fatti del 2014, che introduce ogni capitolo di questo romanzo, il 30% delle attività registrate appartiene alle donne. Sono le donne come la mamma di Adunni o Big Mama a mandare avanti l’economia nigeriana, ma senza i loro mariti la crescita delle loro attività viene gravemente ostacolata. Anche se gli uomini sono alcolizzati, violenti e disoccupati.   Allora la rosa ha vita dura e appassisce “pestata dai piedi sporchi di un uomo”. “Se ci ripenso a queste cose, mi fa sentire subito il sapore salato delle lacrime in bocca e, quando torno alla mia stuoia e chiudo gli occhi, vedo la mamma com

Io sono una sirena: educare alla parità con libri d'altro genere

Il semplice quanto geniale espediente narrativo di invertire gli aggettivi caratterizzanti i protagonisti delle fiabe tradizionali, permette di riflettere su quanto gli stereotipi siano ormai talmente radicati nel nostro modo di pensare da farci credere che siano la realtà.  In Fiabe d’altro genere , un libro illustrato dall’artista Karrie Fransman che rende quest’opera un vero gioiello, e scritto a quattro mani con il marito Jonathan Plackett, gli autori si divertono ad invertire i generi dei personaggi delle storie. Il libro, come spiegano gli autori, nasce quasi per un gioco e diventa serio quando hanno una figlia e vogliono che “cresca in un mondo in cui le bambine possono essere forti e i bambini possono esprimere la loro vulnerabilità senza rabbia.” Questo non vuole dire che le fiabe tradizionali non debbano più essere narrate. Semplicemente da sempre la materia orale di cui sono fatte le storie, le rende particolarmente duttili e malleabili ai cambiamenti. Adattabili alle epoche

Ogni libro che parla di noi, intervista all'autrice Noemi Antonelli

  Meglio da soli che in tre. Ho letto questo Ogni libro che parla di noi in un un soffio anche perché chi ad un certo punto della sua vita, anche solo a livello platonico, non ha vissuto l’esperienza del dilemma amoroso? Se poi ci aggiungiamo che il trend d’union e’ la passione per i libri... ci sono tutti gli ingredienti per intrigare una bibliomane come me. Tuttavia, ho trovato un po’ troppo stereotipati i protagonisti e difficile immedesimarmi con quell’età di mezzo che non e’ nell’adolescenza ne’ l’età adulta, che a quanto pare si è ormai spostata alla soglia dei trent’anni. Non che ne abbia tanti di più, intendiamoci! Come ormai sapete cerco libri “graffianti” questo non lo è, e’ una lettura leggera, un romance colto e raffinato che saprà conquistare i più. Domande a Noemi Antonelli: Ad alcuni tratti leggendo il tuo romanzo ho come avuto l’impressione di leggere una storia dentro alla storia , una metà storia , in cui parlando del libro della protagonista. Sembrava