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La storia d'amore più bella del mondo: intervista agli autori del romanzo e ideatori di Libri Sottolineati

“ Ci salutammo con un bacio e un abbraccio che sembrava infinito, poi la guardai salire sul treno e mentre lei andava via da me e io andavo via da lei, entrambi tornammo da noi stessi. Tornare a sé significa tornare a casa, al proprio cuore, ai desideri e ai sogni che fanno bella la vita…” Tornare a sé, essere se stessi, non vuol dire solo ritrovare e fare nostre le cose belle che appartengono alla sfera del piacere, ma anche ciò che rientra nella sfera del dovere, come i nostri valori, i nostri ideali, ovvero ciò in cui crediamo a prescindere da tutto il resto. Come ho scritto subito ad Antonio, che gestisce anche la pagina @librisottolineati su Instagram, questo libro, La storia d'amore più bella del mondo , mi è piaciuto molto perché prende posizione. Cosa intendo dire? Che in una società come la nostra, una società fluida dove tutto è lecito, scrivere un libro che esalta i valori anche cattolici della famiglia in contrapposizione all’egoismo del lasciarsi andare alle pas

DA QUALCHE PARTE STARO' FERMO AD ASPETTARE TE

Se non mi trovi subito non  scoraggiarti, Se non mi trovi in un posto cerca  in un altro, Da qualche parte starò fermo ad aspettare te. -  ll canto di me stesso , W. Whitman Avete presente quando una canzone vi entra in testa e non riuscite più a liberarvene? In tedesco si dice “ Ohrwurm ”, letteralmente: verme nell’orecchio. Non ho trovato in italiano un termine altrettanto calzante. Succede con la musica come con le persone. In quest’ultimo caso non è coinvolto solo l’udito. Ma tutto il corpo, e il pensiero involontariamente non fa che ritornare lì. Per quanto cerchi di scacciarlo via dalla testa, quasi fosse il ronzio di una mosca, il pensiero di quella persona continua a t ornare da te. Soprattutto quando anche questa stessa persona non fa altro che pensare a te. Cercando a sua volta di non farlo. Questo è quello che successe ai protagonisti del romanzo di Lorenza Stroppa, Giulia e Diego, dopo il loro incontro, per nulla casuale alla libreria Acqua Alta di Venezia.  Entra

TI HO VOLUTO COSI' BENE

Sono queste le parole che mi ha detto mia nonna, abbracciandomi forte, dopo un diverbio mattutino. Eh sì con i suoi 90 anni, i suoi acciacchi e gli apparecchi acustici è ancora la donna più forte che io conosca e quindi, sì, mi permetto di contraddirla quando vedo che parte per la tangente. Non tutti sono perfetti, e sebbene questa donna rasenti a dir poco la perfezione, ogni tanto se ne va in loop; ad esempio il giorno prima di Pasqua è riuscita a ripetere “pollo e zucchine” quasi più volte di quanto Baby B, mia figlia di neanche un anno e mezzo, riesca a dire mamma in un giorno.  A un certo punto di questo loop culinario l’ho zittita e mandata a riposare…ovviamente non è andata a riposare ma se ne è uscita dalla cucina brontolando qualcosa con aria offesa.  Nel pomeriggio è poi venuta ad abbracciarmi, dicendo che accettava le critiche costruttive e ha aggiunto stringendomi:  “Ti ho voluto così bene. Il primo amore non si scorda mai.” (Sono la sua prima nipote). Questa frase mi