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Visualizzazione dei post da Settembre, 2021

Ladra di parole

Il tramonto è come un rosa “gialla, rossa e viola con le foglie lucide.”   Per Adunni la sua mamma è una rosa coi colori del tramonto. “E, se faccio un respiro col naso, sento anche il suo profumo. Quel profumo dolce del cespuglio con le rose che cresce attorno all’albero di menta, del sapone al cocco dei suoi capelli dopo che se li lavava alle cascate di Agan.” In Nigeria, secondo Il libro dei fatti del 2014, che introduce ogni capitolo di questo romanzo, il 30% delle attività registrate appartiene alle donne. Sono le donne come la mamma di Adunni o Big Mama a mandare avanti l’economia nigeriana, ma senza i loro mariti la crescita delle loro attività viene gravemente ostacolata. Anche se gli uomini sono alcolizzati, violenti e disoccupati.   Allora la rosa ha vita dura e appassisce “pestata dai piedi sporchi di un uomo”. “Se ci ripenso a queste cose, mi fa sentire subito il sapore salato delle lacrime in bocca e, quando torno alla mia stuoia e chiudo gli occhi, vedo la mamma com

Al giardino ancora non l'ho detto: Pia Pera giardiniera di speranza

“Bello, fare sesso tra emissari di regni diversi.”  Per Pia Pera tra il bombo e il fiore. Io penso al mare che si incontra con l’orto, l’azzurro del cielo con il verde delle foglie e il giallo fiore di zucchino, la secchezza di agosto che chiama a sé l’autunno.  “Sulle spighe fiori dalle grandi labbra, bianco sporco e color vino. Bombi, api, e altri insetti di cui non so il nome, alcuni nerissimi, c'entrano dentro metodicamente, un fiore dietro l'altro. A volte li vedo entrare, altre ne indovino la presenza da un fremito dei petali. Rapide incursioni predatorie. Bello, fare sesso tra emissari di regni diversi.” Il ciclo della vita che si ripete grazie ad incontri fortuiti. E rende "liberi e nuovi" come le parole di questa bravissima scrittrice. Ora capisco quello che ha scritto l'editore Luigi Spagnol introducendo il libro : parole così, una testo così poetico non sarebbe mai stato scritto se “una delle mie scrittrici preferite non si stesse trovando in condizi

Io sono una sirena: educare alla parità con libri d'altro genere

Il semplice quanto geniale espediente narrativo di invertire gli aggettivi caratterizzanti i protagonisti delle fiabe tradizionali, permette di riflettere su quanto gli stereotipi siano ormai talmente radicati nel nostro modo di pensare da farci credere che siano la realtà.  In Fiabe d’altro genere , un libro illustrato dall’artista Karrie Fransman che rende quest’opera un vero gioiello, e scritto a quattro mani con il marito Jonathan Plackett, gli autori si divertono ad invertire i generi dei personaggi delle storie. Il libro, come spiegano gli autori, nasce quasi per un gioco e diventa serio quando hanno una figlia e vogliono che “cresca in un mondo in cui le bambine possono essere forti e i bambini possono esprimere la loro vulnerabilità senza rabbia.” Questo non vuole dire che le fiabe tradizionali non debbano più essere narrate. Semplicemente da sempre la materia orale di cui sono fatte le storie, le rende particolarmente duttili e malleabili ai cambiamenti. Adattabili alle epoche