Passa ai contenuti principali

Amore e malattia: tre libri scritti da donne a confronto (Margaret Atwood, Federica De Paolis, Sara Rattaro)

Un confronto su tre libri scritti da donne che trattano il tema complesso di amore e malattia. Da leggere al tramonto...

Si può amare quando si è malati o quando si ha subito una grave perdita? Oppure il mondo che abbiamo si riduce al nostro dolore e gli altri assumono un ruolo di contorno spesso indesiderato, nonostante le buone intenzioni?

Ci sono certo le ancore di salvataggio, persone che sanno come prenderci che a volte non sono neppure reali, stampelle mentali. 






Il libro della Atwood, Lesioni personali, l’ho iniziato mesi fa, lasciato poi ripreso, infine ho ingranato e l’ho letto tutto. Con fatica. Anche le spiagge caraibiche delle Barbados dal punto di vista di Rennie - sopravvissuta al cancro al seno - sono punteggiate da grumi di petrolio, i pesci sono limacciosi, il blu del mare ingannevole. 

"Pensa alle cellule, che frusciano, si dividono nell’oscurità, si sostituiscono a vicenda, una alla volta; e alle alte cellule, quelle cattive che forse ci sono o forse no, e lavorano con furiosa energia, in fermento. Apparirebbero di un arancione acceso sotto un certo tipo di luce, di un blu violento sotto un altro tipo, come l’impronta in negativo del sole quando chiudi gli occhi. Colori bellissimi."

Però sono contenta di essere andata avanti perché poi diventa un altro libro in cui i corpi sono precari a prescindere dalla malattia. Il corpo e’ precario, così come la nostra vita. Nessuno immune.






Leggendo Le distrazioni, e’ una delle poche volte che in un romanzo scritto da una donna ho davvero apprezzato la figura maschile, che penso l’autrice Federica de Paolis abbia indagato con molta profondità. Ci presenta Paolo, un uomo distrutto, dall’educazione che ha ricevuto, dal lavoro corrotto, dalla scelta della corruzione per affrontare i debiti. Debiti dovuti alle spese da affrontare per la fecondazione assistita. Un uomo che, sull’orlo di una vita che gli sta sfuggendo di mano, c’è. Si fa carico. Tutto questo accanimento per avere un figlio, che poi non si riesce ad accettare. Troppa frustrazione, troppo rancore. E’ un tema già visto, ma non dal punto di vista maschile. In secondo piano Viola, distrutta anche lei, ma da se stessa, dal ruolo che ha deciso di assumere innanzitutto nei confronti di Paolo. Contro Paolo: madre contro padre.

"I figli, pensava, pagano il prezzo della vita dei genitori. Bisognava essere immensamente adulti per averne: strutturati, forti. Radicati al suolo, sgombri di narcisismo. Non aveva mai immaginato che il pensiero di un bambino potesse sposarsi con il desiderio, non aveva calcolato la presa dell'innamoramento, l'istinto di fondersi con l'altro. L'imperativo del tempo. Il richiamo alla vita."





Il cuore di tutto, e’ scritto magistralmente, con un accavallarsi di epoche diverse e intrecci di storie, come solo Sara Rattaro sa fare. Sullo sfondo il crollo tragico del ponte Morandi, il senso di colpa di chi resta, la forza del perdono che è il segreto dell’amore. 


"Mi avvicino al mio posto e guardandomi intorno non riesco a non pensare che ogni storia non è altro che uno dei mille fili che compongono un tessuto, il cui pregio dipenderà solo dal suo intreccio con tutti gli altri fili che incontrerà nella trama."



Commenti

Post popolari in questo blog

La serie di Teresa Battaglia, una commissaria contro gli stereotipi

Mentre ce ne stiamo a rimirare i fiori, c’è qualcuno che sta attraversando l’inferno. Fiori sopra l’inferno   è il titolo del primo dei quattro libri della serie di Teresa Battaglia scritta dall’autrice friulana Ilaria Tuti e cela l’haiku del poeta giapponese Kobayashi Issa. Non scordare: noi camminiamo sopra l’inferno,  guardando i fiori. E questo qualcuno, che ha attraversato l’inferno, e’ l’assassino. O l’assassina. Sempre seriale. La capacità empatica di sentire il dolore nel male, mi ha fatto apprezzare il commissario Battaglia, anzi la commissaria, che è una donna e una madre anche senza avere figli biologici, per la sua innata compassione nei confronti della vita quando inerme.  Questa capacità che è poi la chiave della sensibilità, mette in crisi i confini classici del bene e del male, mostrando come a volte chi è carnefice è in primo luogo vittima. Vittima di violenza assistita o vissuta sin dall’infanzia. Questo non vuol dire che la violenza è giustificata, anzi, s

Fiori di Kabul, quando un fiore cresce nella polvere

  “Sei un fiore prezioso, e i fiori preziosi non possono crescere nella polvere.” La mamma lo ripete spesso a Maryam nella polverosa Kabul, mentre tutti gli altri cercano in ogni modo di non farla sbocciare. Tutti gli altri a cominciare da suo padre, che le impedisce di imparare ad andare in bicicletta, perché “è una cosa che offende l’Islam”, se ci vanno le femmine. Ma non proprio tutti, perché c’è suo fratello che è un uomo buono, come anche il suo allenatore, e la sua migliore amica, Samira. Lei è hazara e Maryam pashtun: sono entrambe due fiori bellissimi.  “Non sapevo se fossi davvero preziosa, ma mi piaceva l’idea di essere un fiore.  Magari in un’altra vita lo ero stata veramente, un fiore che cresceva là sulla montagne, era possibile, e forse era per questo che ogni giorno desideravo essere lassù.” Montagna, senso di libertà, il vento tra i capelli e Maryam che pedala verso il suo destino con il cuore che le batte all’impazzata. Oggi, per noi in Italia, o comunque in Occid

Ogni libro che parla di noi, intervista all'autrice Noemi Antonelli

  Meglio da soli che in tre. Ho letto questo Ogni libro che parla di noi in un un soffio anche perché chi ad un certo punto della sua vita, anche solo a livello platonico, non ha vissuto l’esperienza del dilemma amoroso? Se poi ci aggiungiamo che il trend d’union e’ la passione per i libri... ci sono tutti gli ingredienti per intrigare una bibliomane come me. Tuttavia, ho trovato un po’ troppo stereotipati i protagonisti e difficile immedesimarmi con quell’età di mezzo che non e’ nell’adolescenza ne’ l’età adulta, che a quanto pare si è ormai spostata alla soglia dei trent’anni. Non che ne abbia tanti di più, intendiamoci! Come ormai sapete cerco libri “graffianti” questo non lo è, e’ una lettura leggera, un romance colto e raffinato che saprà conquistare i più. Domande a Noemi Antonelli: Ad alcuni tratti leggendo il tuo romanzo ho come avuto l’impressione di leggere una storia dentro alla storia , una metà storia , in cui parlando del libro della protagonista. Sembrava