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Visualizzazione dei post con l'etichetta POESIA

"Io sono la mela. Una storia di Saffo", recensione con intervista all'autrice Beatrice Masini

Io sono la mela. Una storia di Saffo non è un libro nel senso proprio del termine, piuttosto è un prezioso taccuino che emana poesia da tutte le porosità della speciale carta naturale, materica , di cui è fatto. Un volume quindi da assaporare con tutti e cinque i sensi, dal tatto alla vista, perché aprendolo e sfogliandolo non si può non venire travolti dalla sua consistenza, dal suo odore. Profuma di buono, incanta la vista con le illustrazioni della pluripremiata artista Pia Valentinis, e soddisfa anche l’udito perché la poesia è musica. Quando si parla di poesia nell’antica Grecia, viene subito in mente la poesia accompagnata dalla lyra , antico strumento greco associato al culto di Apollo, inseparabile dal canto del poeta. E’ proprio questo nesso inscindibile tra suono e parola, che ha dato luogo all’espressione “poesia lirica”. In Saffo (Σαπφώ) , tale legame lirico tra musica e poesia diviene ancora più forte.  Di quel poco che si sa di colei che viene definita la prima p

Il femminismo come stile di vita, Il libro di Itziar Ziga

Il femminismo e’ uno stile di vita. Che lo si voglia o no. Che lo si scelga o no Esiste,  E ha cambiato la storia. Il femminismo e’ uno stile di vita. Che lo vogliamo o no Che lo scegliamo o no. Almeno adesso abbiamo una scelta. A perenne ricordo che ci sono anche uomini buoni. Mi ha ispirato questi versi la giornalista transfemminista Itziar Ziga. Nel suo libro dedicato a sua madre " La felice e violenta vita di Maribel Ziga ", l'autrice tratta l’importanza storica del femminismo in maniera molto personale, come via d’uscita dallo “stato di minorità” a cui sono  da sempre  relegate  le donne nella nostra società dominata da ciò che ella definisce il “vampirismo patriarcale”.   Il patriarcato, dunque, inteso come sistematica sottomissione della donna a partire dal Medioevo e dalle caccia alle "streghe" bruciate al rogo.  "Noi donne siamo cresciute per secoli in un mondo costruito contro di noi, soprattutto da quando bruciarono le nostre sore

Nell'antro dell'Alchimista, racconti ipnotici per viaggiare nei sogni

Perdersi nelle parole, smarrirsi, per ritrovarsi da un’altra parte, quasi in un’altra dimensione. Passare dal gabinetto ricavato da un buco nel pavimento, un piano sotto l’altro in modo tale che gli escrementi possano sfruttare la forza di gravità e atterrare infine nel buco nero, per arrivare al gabinetto delle meraviglie, la “ Wunderkammer ” seicentesca dell’Arciduca Rodolfo. E magari incontrarci anche Alice che ci e’ arrivata attraversando lo specchio. Come sennò?! Questo almeno è ciò che accade nel racconto Alice a Praga ovvero Il gabinetto delle meraviglie in cui viene svelato il trucco carrolliano del non-sense, "ovvero del mondo del non-senso che è il contrario del senso comune; si tratta di un mondo costituito da deduzioni logiche e creato dal linguaggio; il linguaggio però si frantuma nelle sue stesse astrazioni." Questa accolta di racconti non-sense , o meglio onirici di Angela Carter, “ Nell’antro dell’Alchimista ”, nello specifico il secondo volume, i

DA QUALCHE PARTE STARO' FERMO AD ASPETTARE TE

Se non mi trovi subito non  scoraggiarti, Se non mi trovi in un posto cerca  in un altro, Da qualche parte starò fermo ad aspettare te. -  ll canto di me stesso , W. Whitman Avete presente quando una canzone vi entra in testa e non riuscite più a liberarvene? In tedesco si dice “ Ohrwurm ”, letteralmente: verme nell’orecchio. Non ho trovato in italiano un termine altrettanto calzante. Succede con la musica come con le persone. In quest’ultimo caso non è coinvolto solo l’udito. Ma tutto il corpo, e il pensiero involontariamente non fa che ritornare lì. Per quanto cerchi di scacciarlo via dalla testa, quasi fosse il ronzio di una mosca, il pensiero di quella persona continua a t ornare da te. Soprattutto quando anche questa stessa persona non fa altro che pensare a te. Cercando a sua volta di non farlo. Questo è quello che successe ai protagonisti del romanzo di Lorenza Stroppa, Giulia e Diego, dopo il loro incontro, per nulla casuale alla libreria Acqua Alta di Venezia.  Entra