Passa ai contenuti principali

Nell'antro dell'Alchimista, racconti ipnotici per viaggiare nei sogni

Perdersi nelle parole,

smarrirsi,

per ritrovarsi da un’altra parte,

quasi in un’altra dimensione.


Passare dal gabinetto ricavato da un buco nel pavimento, un piano sotto l’altro in modo tale che gli escrementi possano sfruttare la forza di gravità e atterrare infine nel buco nero, per arrivare al gabinetto delle meraviglie, la “Wunderkammer” seicentesca dell’Arciduca Rodolfo.


E magari incontrarci anche Alice che ci e’ arrivata attraversando lo specchio. Come sennò?!



Questo almeno è ciò che accade nel racconto Alice a Praga ovvero Il gabinetto delle meraviglie in cui viene svelato il trucco carrolliano del non-sense, "ovvero del mondo del non-senso che è il contrario del senso comune; si tratta di un mondo costituito da deduzioni logiche e creato dal linguaggio; il linguaggio però si frantuma nelle sue stesse astrazioni."


Questa accolta di racconti non-sense, o meglio onirici di Angela Carter, “Nell’antro dell’Alchimista”, nello specifico il secondo volume, il primo lo devo ancora recuperare, è uno di quei libri in cui le parole si sganciano dal significato, o meglio lo stile narrativo vive di vita propria. A me questa cosa mi emoziona ogni volta. Vi e’ già capitato? Vi torna come sensazione?

Voli pindarici di parole che si intrecciano secondo analogie elementari capaci di trasportarci da un significato all’altro, liberandosi alla fine dallo stesso. Quello che ci lasciano, queste parole, è una sensazione onirica, quasi un ricordo ancestrale. 



Uno stile che mi ha riportato, per certi versi, a “Il Maestro e Margherita” e vi ho detto tutto! Ne avevo fatto una recensione qualche tempo fa, e questo capolavoro era stato capace di aprirmi il mondo dei sogni lucidi. Trovo che la scrittura della Carter abbia lo stesso potenziale.


Sì la scrittura, perché la recensione di oggi inaspettatamente non riguarda il contenuto, anche perché essendo una raccolta di racconti sarebbe difficile parlarvi di tutti. Ognuno spalanca mondi diversi. Sì, proprio mondi, magari onirici e surreali o surrealisti, ma in ogni modo si tratta quasi di cambiare dimensione, leggendoli. L'autrice è capace di entrare in un quadro, in una poesia, ribaltandone il contenuto fino a sfigurarlo.



Ad esempio nel racconto La Maddalena del Maestro la Carter ci parla del quadro "Maria Maddalena" di Georges de La Tour, che ho avuto modo di vedere proprio l'anno scorso in mosytra a Palazzo Reale e che voglio mettervi qui data la sua meravigliosa bellezza, e lo collega alle doglie del parto.





"Guardate la fiamma della candela come se fosse l'unica cosa al mondo. Quant'è bianca e immobile. Al centro bianco della fiamma c'è un cono blu, aria trasparente; è lì che ci si deve concentrare. Quando le doglie divennero rapide e fitte concentrai l'attenzione sull'essenza blu nel cuore della fiamma, come fosse stato il segreto della fiamma che, se mi fossi concentrata abbastanza sarebbe diventato anche mio."



Questo breve estratto, a mio parere, non è forse nient'altro che la eco al femminile della poesia di René Char interprete di de La Tour, che vi lascio in chiusura di queste mie brevi riflessioni.



"L’unico modo per non battere in ritirata in eterno è entrare nel cerchio della candela, restarvi, senza cedere nella tentazione di sostituire alle tenebre il giorno e un termine incostante al loro nutrito lampeggiare."


- R. Char, La giustezza di Georges de La Tour.







Commenti

  1. Non voglio spoiler armi troppo perché sarà una delle mie prossime letture ma sono, sicura che mi catturerà come il primo visto che amo la penna della Carter e il suo essere così disturbante

    RispondiElimina
  2. Ok, mi avevi già incuriosita su Instagram, ora devo aggiungerlo alla tbr perché questi libri con stile arzigogolato sono proprio roba per me. No, il mio portafogli non ti ringrazia

    RispondiElimina
  3. Ho letto solo un libro che trattava di questa tematica e sarò sincera, il mio livello di comprensione riguardo questo argomento e ancora troppo basso, ma ho apprezzato tantissimo come ne hai parlato 🥰

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Ogni libro che parla di noi, intervista all'autrice Noemi Antonelli

  Meglio da soli che in tre. Ho letto questo Ogni libro che parla di noi in un un soffio anche perché chi ad un certo punto della sua vita, anche solo a livello platonico, non ha vissuto l’esperienza del dilemma amoroso? Se poi ci aggiungiamo che il trend d’union e’ la passione per i libri... ci sono tutti gli ingredienti per intrigare una bibliomane come me. Tuttavia, ho trovato un po’ troppo stereotipati i protagonisti e difficile immedesimarmi con quell’età di mezzo che non e’ nell’adolescenza ne’ l’età adulta, che a quanto pare si è ormai spostata alla soglia dei trent’anni. Non che ne abbia tanti di più, intendiamoci! Come ormai sapete cerco libri “graffianti” questo non lo è, e’ una lettura leggera, un romance colto e raffinato che saprà conquistare i più. Domande a Noemi Antonelli: Ad alcuni tratti leggendo il tuo romanzo ho come avuto l’impressione di leggere una storia dentro alla storia , una metà storia , in cui parlando del libro della protagonista. Sembrava

Intervista a Martina Pellegrini, MIMebù

L’intervista è incentrata sul ruolo e la potenzialità che hanno le immagini o le illustrazioni nelle diverse pubblicazioni letterarie rivolte alla prima infanzia, quindi alla fascia d’età dei bambini che va dai due ai sei anni. Nella convinzione che la lettura e, nello specifico la lettura correlata da immagini, sia fondamentale per lo sviluppo cognitivo dei bambini di tale fascia d’età - considerata unanimemente dai ricercatori a partire da Piaget e Bruner  “periodo della padronanza dei simboli”- , si prendono in considerazione i seguenti ambiti letterari: pubblicazioni sul mito, le fiabe, gli albi illustrati e le pubblicazioni scientifiche.  Nello specifico, si vuole indagare quanto sia importante la scelta delle immagini per veicolare determinati valori, primo fra tutti quello della differenza sia di genere sia etnica.  Le domande di seguito elencate sono quindi relative al mio progetto di tesi “Leggere al contrario: la potenzialità delle immagini nell’apprendimento inclusivo” in

UN LABIRINTO IN MARE

I miti col loro fondo di verità e leggenda non sfuggono alla deformazione dei racconti, agli inganni che gli uomini aggiungono e amplificano.” Un labirinto in mare  di Matteo Pizzolante mette in scena in una Grecia lontana l’eterno incontro-scontro tra logos e mythos: in altre parole tra ciò che è razionale e ciò che invece non lo è. Nel labirinto di Asteronte, il Minotauro, luogo mitico e ancestrale legato agli abissi della mente umana, metafora della nostra corruttibilita’, sono solo le parole - il logos - appunto, a creare la realtà. “Le parole sono il suono per far vibrare il mondo e le sue Cose. Con tutte le parole del mondo io potrò costruirlo qui, il mio mondo, fatto di parole che prendono vita, che volano o scavano o nuotano e tutte col proprio colore o luogo.” Il protagonista è Ipnomaco anziano pescatore-spettatore e fanciullo innocente. L’unico che   spinto dalla curiosità di bambino finisce nel labirinto del Minotauro e riesce a sopravvivere all’atrocità dell’incontro con