Passa ai contenuti principali

GIOIA E IL VELO DI ISIDE, O COME TOGLIERE IL VELO DI MAYA


Oggi voglio parlarvi di GIOIA E IL VELO DI ISIDE  un libro per ragazzi, che se si vuole è un giallo o anche un fantasy ambientato nell’antico Egitto, ma a ben vedere è un libro carico di spessore. Come tutti i libri della casa editrice MIMebù l’attenzione è rivolta - anche se sottilmente e quindi mai in maniera pesante - a molte tematiche sulla diversità in senso lato e a non incorrere in facili stereotipi spesso ancora così presenti non solo nei libri di testo scolastici, ma anche nei libri di narrativa per ragazzi. 


Innanzitutto la protagonista è una bimba adottata, i personaggi principali e persino l’antagonista sono per lo più femminili, e tra i personaggi positivi ci sono oltre che a una fatina, un mostro nano peloso e un ragazzino-desiderio dai capelli viola!


La trama ve la riporto brevemente, anche perché non voglio rovinarvi la sorpresa.

Tutto parte da un desiderio, il desiderio di una ragazzina, Gioia, che vorrebbe avere i piedi diversi da quelli che ha. Il classico desiderio di ogni ragazzina o ragazzino preadolescente di voler cambiare una o più parti del proprio corpo, con cui non riesce proprio a scendere a patti!


Solo che qui i desideri prendono forma e si muovono attraverso mondi sia immaginari sia reali con treni a vapore.



Il fatto è però che ciò ci sembra più “sbagliato”, come ad esempio nel caso di Gioia con le sue dita dei piedi gemelle, alla fine è ciò che ci distingue e ci rende unici: perfetti nelle nostre imperfezioni.


Quelli di Gioia sono addirittura piedi sacri… capaci di dischiudere significati dimenticati da tempi immemori, come quelli rappresentati dal preziosissimo velo della magnifica dea Iside. Ogni riferimento al velo di Maya dei Veda non è puramente casuale, come mi ha confermato l'autrice Laura Novello.


Per chi non lo sapesse Il velo di Maya, espressione coniata dal filosofo Arthur Schopenhauer ne Il mondo come volontà e rappresentazione indica l’illusorietà della realtà in cui viviamo. Il filosofo intende quindi il velo di Maya come un velo di natura illusoria: “E’ Maya, il velo ingannatore, che avvolge il volto dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella rassomiglia al sogno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua; o anche rassomiglia alla corda gettata a terra, che agli prende per un serpente”.



Sebbene si ritenga che l’origine sia sanscrita, mi sembra abbastanza evidente il richiamo all’egizio velo di Iside della nostra storia. Così dice infatti Gianni, il papà di Gioia:


“Forse togliere il velo significa guardare le cose e il mondo con una visione diversa, con la mente aperta. Ma c’era molto più di quello…”

Commenti

  1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  2. Partendo dal fatto che amo i libri ambientati nel Egitto, molto GIRL POWER il “cast” del libro al femminile, aggiunge un tocco in più sicuramente 😉in più apprezzo molto quando si affrontano tematiche self, nel senso che almeno tutti una volta nella vita abbiamo avuto in desiderio di cambiare una parte del nostro corpo (ps. Anche io odio i miei piedi hahah). Ottima tematica sopratutto per giovani ragazzi, potranno finalmente ritrovarsi e chissà, magari iniziare ad accettare anche i propri “difetti”. Complimenti per la recensione 🥰

    RispondiElimina
  3. Bellissimi i temi e le tue spiegazioni sul "Velo". Una lettura che non ti aspetteresti🌱🤍!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

La serie di Teresa Battaglia, una commissaria contro gli stereotipi

Mentre ce ne stiamo a rimirare i fiori, c’è qualcuno che sta attraversando l’inferno. Fiori sopra l’inferno   è il titolo del primo dei quattro libri della serie di Teresa Battaglia scritta dall’autrice friulana Ilaria Tuti e cela l’haiku del poeta giapponese Kobayashi Issa. Non scordare: noi camminiamo sopra l’inferno,  guardando i fiori. E questo qualcuno, che ha attraversato l’inferno, e’ l’assassino. O l’assassina. Sempre seriale. La capacità empatica di sentire il dolore nel male, mi ha fatto apprezzare il commissario Battaglia, anzi la commissaria, che è una donna e una madre anche senza avere figli biologici, per la sua innata compassione nei confronti della vita quando inerme.  Questa capacità che è poi la chiave della sensibilità, mette in crisi i confini classici del bene e del male, mostrando come a volte chi è carnefice è in primo luogo vittima. Vittima di violenza assistita o vissuta sin dall’infanzia. Questo non vuol dire che la violenza è giustificata, anzi, s

Fiori di Kabul, quando un fiore cresce nella polvere

  “Sei un fiore prezioso, e i fiori preziosi non possono crescere nella polvere.” La mamma lo ripete spesso a Maryam nella polverosa Kabul, mentre tutti gli altri cercano in ogni modo di non farla sbocciare. Tutti gli altri a cominciare da suo padre, che le impedisce di imparare ad andare in bicicletta, perché “è una cosa che offende l’Islam”, se ci vanno le femmine. Ma non proprio tutti, perché c’è suo fratello che è un uomo buono, come anche il suo allenatore, e la sua migliore amica, Samira. Lei è hazara e Maryam pashtun: sono entrambe due fiori bellissimi.  “Non sapevo se fossi davvero preziosa, ma mi piaceva l’idea di essere un fiore.  Magari in un’altra vita lo ero stata veramente, un fiore che cresceva là sulla montagne, era possibile, e forse era per questo che ogni giorno desideravo essere lassù.” Montagna, senso di libertà, il vento tra i capelli e Maryam che pedala verso il suo destino con il cuore che le batte all’impazzata. Oggi, per noi in Italia, o comunque in Occid

Ogni libro che parla di noi, intervista all'autrice Noemi Antonelli

  Meglio da soli che in tre. Ho letto questo Ogni libro che parla di noi in un un soffio anche perché chi ad un certo punto della sua vita, anche solo a livello platonico, non ha vissuto l’esperienza del dilemma amoroso? Se poi ci aggiungiamo che il trend d’union e’ la passione per i libri... ci sono tutti gli ingredienti per intrigare una bibliomane come me. Tuttavia, ho trovato un po’ troppo stereotipati i protagonisti e difficile immedesimarmi con quell’età di mezzo che non e’ nell’adolescenza ne’ l’età adulta, che a quanto pare si è ormai spostata alla soglia dei trent’anni. Non che ne abbia tanti di più, intendiamoci! Come ormai sapete cerco libri “graffianti” questo non lo è, e’ una lettura leggera, un romance colto e raffinato che saprà conquistare i più. Domande a Noemi Antonelli: Ad alcuni tratti leggendo il tuo romanzo ho come avuto l’impressione di leggere una storia dentro alla storia , una metà storia , in cui parlando del libro della protagonista. Sembrava